Baccaglio in diretta

Postati in La posta del cuore su gennaio 15, 2012 da JohnnyHead

“Io sono immune al rum”.

[dodici ore dopo]

“Ohi coso! Maaa…. Ieri sera come sono tornato a casa?”

Questo post è penso uno dei primi esperimenti di baccaglio in diretta. Non ho testimoni di quello che sto per scrivere perché, come ho appena scoperto, Coccis non si ricorda un cazzo della strada fatta per tornare a casa (ore 5:30 circa) quindi dovrete fidarvi della mia parola.

Una via. Il cretino al mio fianco barcolla e sa a stento come si chiama. A un certo punto due tipe su una Panda vecchia bianca scassata ci urlano qualcosa, io nel dubbio mi volto e urlo “ROCK n’ ROOOOOOOOOLL!” facendo il segno universale del rock. Queste, che evidentemente sono più terrone che rock mi urlano “Cos’è!?! Manco ci conosciamo e mi fai le corna!?!” Un po ci rimango male…

Ci avviciniamo, sono in due, età tra il 18 e i 30 non meglio definibile, chiavabili entrambe. Una mi si piazza a 2 cm mi dà un numero di cellulare, spacciandolo per suo, se è vero lo sapremo tra poco. Coccis parla con l’altra, ma li ignoro. Chiediamo loro un passaggio a casa, sono mezze intenzionate a darcelo. Poi ho un vuoto perché quella che mi ha dato il numero è diventata di colpo ostilissima, ma proprio tanto. Penso che uno dei due abbia detto qualcosa di classista o plutocrate e se la deve essere presa. Mah… Coccis si siede nel posto del guidatore della Panda della tipa, la tipa del numero, ora ostile lo scaccia malamente, quasi a calci. Nel mentre lo ignoro e parlo con l’altra tipa, mi dice che sono sorelle poi cambia versione. Mi dice di scrivere un sms domani. Non ci danno un passaggio e camminiamo per ore al freddo.

Testo dell’sms: “Ciao Sarah (so che non è il nome giusto ma ti ho salvata così e non mi ricordo quello vero), sono quello a cui hai dato il numero ieri notte prima del momento di ostilità. Sono curioso di sapere se il numero è giusto e se mi risponderai. In ogni caso, buona serata. JohnnyHead”

Testo esatto (tranne che la firma: ho messo il mio vero nome), che sto per mandare, mandato.

Seguiranno updates.

Movies and usual dialogue

Postati in Casualties su dicembre 30, 2011 da JohnnyHead

Per il momento il line-up del 2012 appare abbastanza scarno, ma credo di buona qualità. Vedremo.

E’ facile vedere cosa ne penso di Batman 3 e delle nuove idee di Lucas.

Ho dimenticato nell’elenco il grandissimo JOHN CARTER

Io e un idiota in discoteca il 23/12

Idiota: Tu dove vai a messa domani sera?
JH: Io sono ateo.
Idiota: Eh… Ma dove vai a messa?
JH: Sono ATEO!
(lo guardo fisso negli occhi per vedere se parte la scintilla di comprensione… dopo 20 intensi secondi mi guarda e… ha capito!)
Idiota: Ah! Ma sei il mio idolo! Dovrei farlo anch’io perché anch’io sono ateo.
JH: E allora perché vai?
Idiota: Perché il 24 mi sento più religioso e poi vanno tutti e voglio farmi vedere.
JH: Bravo, JC apprezzerà un macello.

It ends. IT IS THE EVENT. PHOTONIC

Postati in Comics, Guerra su dicembre 19, 2011 da JohnnyHead

trailer

Bancarotta informativa

Postati in Guerra su dicembre 6, 2011 da JohnnyHead

NON ME NE FOTTE PIU’ UN CAZZO

Sul serio, il mio livello di interesse è ormai andato, fottuto, finito, kaputt.

Si fotta l’euro, si fotta l’Italia, si fotta l’Europa, si fotta questo governo, si fottano le banche, si fottano i tribunali, si fottano i consigli e i comitati, si fottano i professori e tutti quelli che sanno cosa fare, si fottano i coglioni che non capiscono un cazzo e possono scrivere, si fottano i social network, si fotta il crowdsourcing e tutte le stronzate (STRONZATE) loro pari, si fottano gli editori e i giornalisti, si fottano le parti sociali, ma soprattutto SI FOTTA LA DEMOCRAZIA.

LO VOGLIAMO CAPIRE CHE LA DEMOCRAZIA NON FUNZIONA?!?

E’ una illusione del cazzo, che fa tutti contenti per quei dieci, venti anni in cui per qualche strana coincidenza astrale l’economia tira come un toro e quindi va tutto bene, ma non è così! Va tutto bene perché posso comprarmi il tostapane, la lavatrice, 8 abiti firmati, macchine più grosse, case su case su case. E visto che va tutto bene possiamo anche tenerci questo cazzo di regime imbecille in cui tutti possono dire il cazzo che vogliono e ci magnifichiamo della nostra correttezza, della nostra civiltà. Gli imbecilli che possono parlare, i giornalisti che gli danno un palco, l’informatizzazione che crea milioni di piccoli mostri. E’ delirante! E’ sbagliato! E’ la rovina della civiltà occidentale. Il giochino si reggeva finché il popolo poteva esprimersi per le elezioni e basta (e non tutto il popolo), adesso che il popolo può esprimersi sempre il banco salta.

Ma poi, o uno manda tutto e tutti affanculo veramente e diventa un pirata, oppure sta zitto, suca, ingoia e sorride quando può comprarsi il giocattolino nuovo.

[non fraintendetemi, sono sempre ultracapitalista e antisocialista marcio, solo (viste le ultime meravigliose evoluzioni) sto diventando sempre più antistatalista e anarchico]

E’ ufficiale: tifo per il crollo della civiltà occidentale e un futuro alla Mad Max o Tekken (il film) o ce ne sono tanti altri questi sono i primi che mi sono venuti in mente.

Requiem for a dog

Postati in Blue mode, Casualties su settembre 27, 2011 da McWagon

Ho cambiato idea. Ho scritto due pagine, per iniziare il mio nuovo grande romanzo, e poi ho smesso. Non inizia male, ma non ho la trama in testa, e non ho i personaggi, ed è sempre una minchiata autobiografica.

E poi non voglio che la gente lo legga senza comprarlo, rendendomi ricco. Solo che gli aspiranti scrittori mi fanno schifo. Quindi non sono un aspirante scrittore. Potrei pubblicare a puntate ALPHA AQUILAE, che JH ha letto (unico al mondo o quasi) che mi ha dato tanti dispiaceri in passato e che, tra l’altro, penso di aver solo più in versione cartacea. Ma sarebbe fuori tema. Come tutto del resto.

Viviamo fuori tema, signori. E ormai tutto è banalità: JH che diventa buonista e viene illuminato sulla strada in vespa, invece che di Damasco; i silenzi di anni; i trip di momenti. Cazzo, una volta bestemmiavamo, ci scaldavamo di rabbia contro il vuoto, ci autodistruggevamo per dei cazzo di esami universitari. Adesso siamo diventati un incrocio tra personaggi di un Harmony mal riuscito e una sit-com americana di serie B. Continuiamo con i trip, ma non cerchiamo più la Svolta. Aspettiamo che arrivi, ma tanto non esiste. Diciamo che la Svolta “NON ESISTE”. Ma ci rendiamo conto?


Voglio prendere una pistola in mano, uscire di casa, e conquistarmi un posto nella Storia. E no, non sparando sulla folla come i pirla che ogni tanto si esaltano in giro per il mondo e per i campus universitari, no. Voglio le redini della Storia nelle mie mani e sacrificare la mia vita per renderla un Esempio. Voglio smetterla di vivere in una società che pensa solo alla pancia piena e si crogiola nella sua inutilità e nel suo schifo. Prendetevela coi politici, prendetevela con gli ignoranti, con la tv, con il calcio, con i talk show di merda, ma siete voi gli stronzi, siete voi che fate davvero schifo. E il fatto che non lo capiate sottolinea solo di più quanto la vostra vita sia inutile, quasi quanto la mia.

Sbam!

Postati in Casualties su settembre 8, 2011 da JohnnyHead

Ne vale la pena? Sì. Bene o male sì è molto spesso la mia risposta alla domanda all’inizio di questo paragrafo.

Mattina, ore 9:00 circa, sto andando in motorino verso il Tribunale dei Minori per fare delle commissioni (oh! un lettore attento adesso ha scoperto il lavoro di JH!! ma bravo!) e d’improvviso il mio cervello si sveglia e inizia a pensare. Non so perché, veramente, onestamente non lo so, ma ho incominciato a riflettere sul significato della frase “Di’ soltanto una parola e io sarò salvato”. Supereasy! E’ la richiesta disperata di aiuto di qualcuno che soffre terribilmente internamente e tutto quello che desidera è che una persona si avvicini e gli dica “capisco il tuo dolore, non sei solo”. In questo senso si cerca una parola e ci sarà salvezza. Supereasy, no?!?

Episodio 2: sto tornando in ufficio sempre in motorino dopo aver mangiato pranzo a casa, ore 14:45 circa. Di nuovo incomincio a pensare e realizzo che mi sono comportato in maniera rigida in un determinato momento. Avevo un piano, è saltato e non ho modificato un minchia di quelle che erano le mie idee, più altre cagate sparse. Per contestualizzare il piano è saltato circa 2 settimane fa e non avevo ancora manco incominciato a comprendere i miei (numerosi) errori. Durante il viaggio in motorino (che poi è una vespa e, no, non è la stessa cosa) improvvisamente ho incominciato a mettere i pensieri in ordine. Molto bene.

Chissenefrega di queste rivelazioni. Sono cazzate, ne sono ben conscio. Le ho scritte qui (grazie a dio in versione contratta) per non dimenticarmele e continuare a lavorarci su, non per farmele leggere dal mondo.

Il punto è… In entrambi gli episodi non mi ricordo tutta la strada che ho fatto mentre stavo riflettendo. Ho una vaga visione di asfalto, ma nulla di più. Cosa ne deduciamo? Morirò in un incidente in vespa in cui qualcuno mi falcerà perché starò pensando ai cazzi miei. Very dangerous. Ne vale la pena? Certamente sì. Finché muoio io, cazzi miei. Penso che invece accoppare qualcuno un po’ mi disturberebbe.

Ps. Non l’ho riletto, perdonate l’ortografia.

The real fallout

Postati in Guerra su agosto 10, 2011 da McWagon

E’ il caldo agosto del nostro scontento. Delusi dall’Uomo, aspettiamo che giunga il giorno dopo a domani. Ognuno lo fa a suo modo, chi rilassandosi al mare, che passando del tempo con la sua ragazza, chi rimanendo nella banalità di casa sua, in città sempre più vuote.

Siamo quattro, ma non siamo un gruppo. Siamo individui soli che sanno di sopravvivere a quel che capiterà dopodomani. Abbiamo gli zaini pronti, i cuori pesanti, le membra che vibrano e anelano la stanchezza che le percorrerà. Dopodomani sarà l’ultimo giorno prima della partenza, sarà il giorno in cui con mezzi convenzionali ci  sposteremo nel luogo Necessario. E poi non ci saranno altri pensieri se non camminare: 40 o 45 km al giorno, tra pianure, altipiani, boschi, villaggetti, persone visionarie e sopravvissuti al mondo che era.

Abbiamo quanto serve in noi stessi, perché vogliamo togliere tutte le scuse e le complicazioni che disattivano la nostra forza di volontà nel quotidiano. Il nostro volere è assoluto, così come la nostra dedizione alla Causa, ma siamo incapaci nel dedicarci a cause che non sentiamo come totali. E in questo caso si combatterà per arrivare a destinazione, dove ci aspetta la nostra possibilità di sopravvivere all’Apocalisse.

Swordman

Postati in Guerra con i tag su agosto 9, 2011 da JohnnyHead

Porto la mia spada di legno da Aikido in quest (e anche il mantello).

Perché questi due items sono per me il nocciolo, l’essenza stessa della quest. Simboleggiano tutto ciò che sento potentemente del percorso e delle sfide da affrontare.

Temo purtroppo che non verremo assaliti da branchi di lupi la notte, né da spiritelli affamati delle nostre carni. Piuttosto la battaglia terrena sarà più banalmente contro le bolle ai piedi e la stanchezza tremenda.

Ma tutto ciò è appunto una metafora fisica della realtà spirituale, che – inevitabilmente – si rivela ben più potente e capace di dominare il corpo dell’eroe (o dell’antieroe in questo caso).

Ne deriva sicuramente la infinita necessita di dominare la mente, di ottenere il controllo assoluto su ciò che è immateriale; solamente questa vittoria interiore garantirà il traguardo sensibile.

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