Accuse

croceUna persona in particolare l’ha fatto. Spinta dall’umore, spinta da vari pregiudizi che ha e che non pesano poi così tanto e, quel che è peggio, per il mio bene. Ma sento che non è lei, è tutto il mondo che, se gliene fregasse qualcosa, lo farebbe. L’accusa è chiara, semplice, cristallina: non fai un cazzo. E non è un’accusa, è una constatazione.

Ergo sei un bambino, non cresci, non capisci che dovrai lavorare-guadagnare-riprodurti, che la gioia sarà uscire con le coppie di amici e far conoscere le proli. Non vuoi un posto in ufficio con un buono stipendio o, più semplicemente, non sei in grado di farti un planning per non uscire di testa bestemmiando per più di 48 ore quando a due giorni dall’appello di un esame a caso sei finalmente riuscito a trovare gli appunti ma ti sei anche ricordato che per iscriversi all’esame, il limite massimo era 7 giorni prima.

Insomma, non vai bene. E ti senti uno schifo, non perché vorresti andare bene ma perché ti senti accomunato con quei luridi cannaroli coi rasta, che passano le giornate con birre e cani a parlare di comunismo e di quanto sono stronze le multinazionali. E no, cari, sono l’opposto.
E ti senti uno schifo anche perché ti collocano facilmente in quella categoria di “chi può”, o “crede di potere” nel mio specifico caso: figli di papà annoiati che non devono guadagnarsi la pagnotta e avendo già avuto tutto – viziatissimi – sbadigliano cercando un’esperienza nuova, che li stimoli. Un po’ sono così: non per i soldi o perché abbia già visto tutto, ma perché s’è già visto tutto.

Ogni cosa è alla portata di chiunque, basta pagarla a rate. Io che faccio una tirata contro il consumismo: questo non si può pagare a rate. Perché il consumismo è un sacrosanto diritto di qualsiasi persona inferiore, ma qualcuno che si erge al di sopra deve esserci. E quel qualcuno, se non è Napoleone, Hitler o Bill Gates o Warren Buffett, quel qualcuno non può ragionare negli stessi termini di uno che voglia fare il bancario. E no. Tipo Neo che vede la matrice. Passa, nel percorso, attraverso caselle simili, ma sta con gli occhi aperti e cerca di leggere attraverso l’infinito. Che cazzo vuol dire? In altre parole “aspetta la svolta”. Aspetta l’idea. E si devasta di trip, come un dodicenne che sogna la prima scopata e si allena ammazzandosi di seghe. O come un cucciolo di leone che gioca a fare la lotta con un altro leoncino e sembra tanto buffo, ma intanto si esercita e un giorno sarà maschio dominante per quello. 

Gli insoddisfatti sono tanti, troppi. Di tutto c’è troppo, l’ho già detto. Anche le storie, quelle belle storie (d’amore, di vendetta, di rivalsa, di successo, di sconfitta…) che una volta avevano un senso, adesso sono solo una variante di milioni di storie simili, e perdono valore: e questa è una regola di mercato, se c’è troppa produzione di un prodotto, il prezzo scende. E adesso è la vita umana che scende di prezzo, basta prendere la macchina e guidare per 20 minuti per capirlo. 20 minuti di case, sempre più grosse, sempre più abitate. Loculi brulicanti vita, per non parlare delle strade quando danno il loro meglio, il sabato sera.

E allora arrendersi a tutto questo che senso ha? Vivere meglio, illudersi che il gusto della bistecca sia vero. E perché sentirsi diversi? Solo ed unicamente perché si arriva a capire tutto questo, e perché si è pronti a rischiare. Il fallimento appunto, come tanti. Rischiare di non concludere un cazzo, di essere considerati dei coglioni o dei bambini. Ma rischiare come puntando tutto quello che si ha su un numero secco alla roulette: se esce vinci x36. Le probabilità sono troppo poche perché i tanti, i troppi, là fuori ci pensino o ci credano. E allora lo fai tu, perché tanto il tuo tempo è passato insieme a quello in cui, tra gentiluomini, bastava una stretta di mano per avere una certezza assoluta. Death or glory: o vince il mondo così com’è per voi, o vinco io ed il mondo cambia.

10 Risposte a “Accuse”

  1. JohnnyHead Dice:

    4 aprile – penale 2
    (poi tributario)

    Possimo farcela. Ma ci servono gli appunti. Altrimenti siamo fottuti perché il libro è il delirio. Ricordati gli appunti. La prossima settimana li prendiamo. CE LA POSSIAMO FARE.

    Per il resto… Tanto sai già (e chiunque abbia letto 3 volte questo blog) che sono d’accordo.

  2. McWagon Dice:

    Gli appunti non sono un problema. Siamo bravi frequentanti noi, e tu sei anche diventato parecchio secchione. Molto in ritardo, e questo ti salva, ma alla fine l’hai fatto.
    Dobbiamo trovare il numero che esce, questo è il punto.

  3. E dopo tutte queste pippe mentali di cui mi sento fierissima madre, e mentre ti consumi la vista a guardare la roulette che gira e gira e gira e ’sto numero che non esce mai, direi che è arrivata l’ora di scrivere un libro. IL libro, quello che forse potrebbe darti un motivo per fare qualcosa di creativo e che sia fonte di soddisfazione, più di un 30 preso senza neanche sapere il programma d’esame.
    E adesso scusami, ma devo andare a giocare col Pongo.

  4. mapawii Dice:

    Bisogna superare il modo brutale di volersi vedere in un ruolo. Se decidi di sognare sogna, ma non ti illudere che sia reale. E se lo fai, accetti di sentirti insoddisfatto.
    bo…dicamo di sì, diciamo che non mi importa, diciamo che è meglio così!

    E’ troppo piacevole realizzare di non essere cresciuti. Io ne vado fiera. “Diventare adulti è un operazione commerciale.” E cmq non ci riuscirei!

  5. McWagon Dice:

    @ Ilalla: io il libro ce l’ho lì pronto. L’ennesimo. E ho tutti quelli vecchi da rifare. Se ti va, ti passo le trame, il mio stile pomposo, e tu li editi perché siano leggibili dal pubblico brulicante delle libreria. Un po’ di sesso, meno seghe mentali del protagonista, qualche personaggio almodovariano in più. E potrebbe essere Svolta: un altro numero secco che possiamo giocare. Cerco sempre partner letterari.

    @ mapawii: hai ragione, non ti importa ed è meglio così. Ma la caratteristica dei miei sogni è quella di modificare la mia realtà. Cioè, sono ciò che rendono la mia realtà qualcosa che mi piace. Non sono sogni in senso stretto, sono trip. E non sono essere un eterno bambino. Non credo di essere infantile ed immaturo, o poco cresciuto come sembro, credo semplicemente di avere una scala di priorità tutta mia, e di vivere ogni momento con gli occhi di svariati personaggi ed umori che coabitano nel mio corpo. L’insoddisfazione è sempre lì, perchè su 10 di questi personaggi, 1 è soddisfatto e gli altri 9 no. O, il più delle volte, non riuscendo a dare il comando ad uno solo di loro, nessuno prende una decisione e resto fermo lì. Ed è scazzo. Ed è ora.

  6. doctorgabutz Dice:

    ma è sempre un po’ la solita solfa: prova a cambiare psicanalista! :D

  7. McWagon Dice:

    eh, lo farei anche… ma gli psicanalisti scarseggiano su questo blog. Invitane qualcuno, o prova a farlo tu se hai voglia di ricevere i miei insulti più cattivi. Sempre con affetto e stima, ovviamente :)

  8. Patri e chi sennò Dice:

    Finalmente leggo nutrimento intelligente…
    degna risposta al perchè mi son legata a te…..
    Non è una consolazione mirare allo stesso psicanalista.
    Comprendere o è una condanna(e ce lo ricordano in coro) o è una salvezza.
    Porta ad una insoddisfazione perenne che porta o al suicidio o alla Vita.
    Dici di avere visto molto.Non sembra che hai detto tutto.
    In questi anni mi sono spesso torturata sulla possibilità di annoiarti,(sai che il primo OLidata spesso si impallava perchè scrivevo veloce?Parlo di chat!!)semplicemente perchè l’unica cosa che so fare è osservare abbastanza silenziosamente.Non posso essere sempre una fonte di informazioni interessanti…sono io che vorrei spugnosamente attingere.
    Ma tu, che sei esattamente il pensiero che avevo creato, la direzione che cercavo, la realtà che ho dispiegato(chi se ne frega se profeticamente o diiamente!) mi hai portato a comprendere che il silenzio, la non azione, la resistenza ecc, sono servite in un tempo, o fino ad un certo tempo.
    Poi per la medesima skazzatura di cui parli, ci si accorge che tutto sommato sta pazzia va orientata sapientemente nel “fare qualcosa”, nell’esprimere, urlare, piangere, scrivere, guardare, per riassumere nel vivere….
    Il mondo lo si cambia con l’esempio. Non certo con i sermoni o con le crociate.
    L’esempio è uno stato di serenità conquistata. Una protezione beata. Il solito cammino squisitamente obbligato. Mentre scrivo e leggi stiamo cambiando….
    Io credo nell’eternità e al di là del paradiso se c’è l’idea di navigare, di continuare a farlo, se ci pensi, è l’unica cosa che dona estasi perchè l’assoluto è vita eterna.
    Quando scende la sera Hide vorrebbe spesso lucidare la falce, ma non avrebbe senso se in successione ci saranno momenti di luce..di sorriso d’infanzia.
    Sei interessante nella tua ricerca, questa è la qualità che ti da onore.
    Questa è una sballosa caratteristica di pochi ed hai la mia stima, anche se mi fai tribolare, anche se sembri un dio indifferente alle ferite di piccola entità.
    Alla fine di questa pagginetta dici qualcosa di splendidamente vero.
    Di schifosamente onesto.
    Ripeto la domanda
    Cosa significa amare. Perchè ci fa credere, anche dal punto di vista fisico, che è la differenza, il salto quantico emozionale e quindi il filtro
    che influenza tutto il resto.
    Forse perchè è qualcosa di molto dinamico. Movimento nel vuoto, evoluzione nella percezione.
    Forse dovrei andare da molti psichiatri, per quello che dirò, ma credo di avere scelto sta merdosa esistenza per “sondare”esattamente questo.
    Il modo più dinamico che c’è di vivere in sta lentezza micidiale.
    Qualunque forma di pianificazione e progettazione non può essere dinamica.
    Essere, conoscere, amare qui ed ora.
    Questo voglio fare.
    E voglio sapere cosa diventa nei prossimi
    quì ed ora.
    Tu puoi comprendere che questo non esclude, anzi, sottoscrive, l’idea di cacciare il gatto e dispiegare vita nuova.
    Allora un vincolo, lo ammetto, non è una nave arenata in spiaggia, che ricade nella noia e nello scazzo, ma è nuova terra inesplorata.
    Amo ciò che gerry rappresenta, perchè insegna capacità sensitiva esaltata, sensi cuore e anima. A quel livello non c’è noia.C’è fame.
    Ce la possiamo fare. Io sono convinta, che verrà percepito molto intensamente il momento della svolta.
    Continua a scrivermi così, ne ho bisogno, se per caso domano non è il momento giusto. Ma se ti accorgi che la tua attesa è perpetuaua da un blocco emotivo per paura di sconquassi vari, chiedimi aiuto, perchè non sei solo l’essere eccelso che parla saggiamente, sei anche un uomo sofferente ed effettivamente hai bisogno che io faccia più di te.
    Con amore letterario Io

  9. McWagon Dice:

    l’amore non è niente. E’ vuoto e vano come un simulacro di se stesso, se non è quello carnale che unisce uomo e donna nella reciproca apprensiva possessività. L’umanità non può usufruirne, al massimo ne è schiava, e tutto questo non permea l’attitudine a provare odio per l’umanità, o disprezzo, o distacco, o soprattutto idiosincrasia.

    E l’umanità di contro è ostile a noi ed a quello che siamo. Non ci comprende, ed è ben lungi dall’amarci. Ci teme forse, o forse più semplicemente non ci capisce. La nostra missione è rimanere saldi a ribadire la nostra identità: un punto fermo che si oppone al centro del fiume alla corrente vorticosa. Se saremo abbastanza forti sarà una diga, e la storia si fermerà in un immenso lago, se no verremo travolti come tutti gli altri, e non ci sarà nulla di nuovo.

  10. Patri e chi sennò Dice:

    IO SONO UN MIRACOLO PERCHè SONO STATA MIRACOLATA E UN DONO SI CONTINUA AD OFFRIRE
    PER SEMPRE
    CON IMMENSO ONORE
    PER DIGNITà
    SI SCOPRE COME SI VUOL MORIRE
    TROVANDO IL MIDOLLO DELLA VITA
    E SORRIDENDO

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