Rigged system
“Se restiamo a quello che hai detto la purezza è più importante, l’utopia non tradisce. Magari muore, ma non tradisce.”
Sì e no, cara Mapawii, ma più no. Sì perché sono d’accordo nel dire che qualcosa di assolutamente puro non possa contaminarsi e di fronte alla necessità del compromesso, in realtà quella che gli si pone è una non-scelta: si annichilisce e basta. E considera che non ho ancora voglia di annichilirmi. No invece, perché l’utopia, ha già tradito in partenza. Non esiste una sola utopia che non sia un incubo realizzato per la sua stessa natura artificiale, costruita e di immutabile fissità. Tralasciando le considerazioni meramente politiche, detesto profondamente coloro che mi si avvicinano per propormi sistemi perfetti e completi, chiusi nella loro supposta sfericità. Preferisco un mondo sbilenco e instabile, che vada avanti per tentativi dolorosi e talora devastanti.
Vi è mai successo di dare contro a un gruppo di persone, nonostante la pensiate come loro, solamente per creare una minoranza, per evitare l’appiattimento?
“[...] a UF manca qualcosa affinchè possa essere milionario (in termini di accessi): fatti, accadimenti. E’ inutile, non c’è lettura interessante che non racconti fatti.”
Qui ti do più ragione, anzi aumento la posta affermando che si può comprendere meglio un argomento leggendo un solo romanzo di un genio piuttosto che venti saggi.
Es. Si possono leggere Declino e caduta dell’Impero Romano e La grande strategia dell’Impero Romano (e mille altri) e ottenere gli stessi risultati che con Fondazione. Certo mancheranno poi i meri dati storici, ma i concetti, le leve che muovono le civiltà, saranno saldi.
Perché non mi cimento? Finché predico al vento posso inquinare quanto voglio, non mi sento in colpa. Nel momento in cui mi cimentassi con una storia, questa dovrebbe essere totalizzante delle mie facoltà e soprattutto soddisfarmi. In altre parole, finché scrivo queste vaccate, posso sbattermene il secondo dopo che l’ho postate. Una storia creerebbe degli obblighi di qualità irraggiungibili. Ora però mi sto prendendo troppo sul serio e non ho più tanto senso.
Mi sta sul cazzo dover essere coerente. Infatti lo faccio poco.
Le mie pensati migliori sono intuitive, creo dopo un ragionamento logico per supportarle. Ottimo metodo per mettersi nei casini…
Marzo 17, 2009 a 16:16
Tra l’altro non ho fatto né uno sforzo di concretezza, né ho spiegato meglio l’antefatto. Ahaha! In realtà mi spiace, sia perché non ti ho accontentata, sia perché il tutto sarebbe stato meno noioso e delirante. Per questa settimana rimaniano nell’iperuranio della teoria assoluta, staccata dalla realtà.
La prossima volta: “Come funziona il cervello di JH?”
Come quello di tutti gli altri, solo un po’ peggio. Someone has to be below average, ain’t it right?
Marzo 17, 2009 a 16:18
Uh! Le conversazione stimolano pensieri leggermente meno schifosi del solito. Le cose immense invece, me le vedo meglio (quindi probabilmente è il contrario) venire fuori dalla solitudine più assoluta (dopo momenti di intensa socialità però?).
Marzo 17, 2009 a 16:25
Cosa ci capirà di questo post chi non abbia letto la posta interna, questo io non lo so. Di sicuro che Mapawii ha detto la sua sul perchè questo blog oltre ad un ipotetico appartamento virtuale sia anche più simile ad un forum a 3 voci (e una presenza silenziosa) che non ad un sito con milioni di accessi.
E vabbè. Lo spirito era questo all’origine: spazio per sfogarsi, spazio per dire chi siamo e come pensiamo visto che di gente in giro che dica lo stesso non ce n’è tantissima. Perchè ci sono certe opinioni che vengono subito tacciate di estremismo, e non puoi dire “negro” senza finire nella categoria razzisti del cazzo, e non puoi dirti razzista senza che ti vedano come uno che va in giro la sera con una tanica di benzina in mano per bruciare barboni. Noi siamo solo qui perchè non abbiamo voglia di essere ipocriti.
Condivido tutto sull’utopia. Utopia = male. Ma bisogna ribadire la differenza tra utopia (cioè un sistema chiuso) ed ideale (cioè una motivazione di fondo), perchè sono facili da confondere e se la condanna all’utopia mi sta bene, la condanna all’ideale la vedo profondamente relativista e quindi negativa, stupida. Che poi io sia di base un nichilista che odia il relativismo, questo è un altro problema.
Discorso “Storia da raccontare”. Ho risposto in privata sede, e qualcosa delle mie argomentazioni c’è nel mio ultimo post. Le storie perfette non è che si siano esaurite, ma si sono banalizzate per l’eccessivo numero di persone in grado di leggere e, soprattutto, di scrivere. Non si riconoscono più gli originali dalle imitazioni, e ci sono troppe varianti simili di ogni cosa per trovarla ancora pura e perfetta. Se poi ci mettessimo a scrivere un romanzo a post-puntate a 6 mani (8 sarebbe chiedere troppo a Coccis) poi io mi divertirei anche, ma non è l’anima di questo luogo.
E la coerenza è fastidiosa un po’ per tutti.
Marzo 17, 2009 a 22:25
Brianstorm intenso. Non so a chi rispondere e in che sede!! Non so cosa vorrei dire. Mmm…”Preferisco un mondo sbilenco e instabile, che vada avanti per tentativi dolorosi e talora devastanti.” Anche io lo preferisco!!
La coerenza la eviterei come lei evita me. Anzi mettiamola al bando!!
Buonanotte
Marzo 18, 2009 a 01:14
Niente nuovi argomenti. Sempre qui che ci facciamo le seghe (mentali) a vicenda. Io voto affinché il post in cui in futuro, per un bel po’, si discuterà di contenuti, messaggi da dare, brainstorming appunto vari su Usualfallout sia questo.
La mia idea è quella di spostare l’attenzione. Adesso è tutta focalizzata su di noi. Il blog è diventato il fine, non più il mezzo. Mezzo per dire qualcosa, per sfogarsi di qualcosa, ed è involuto come un pelo incarnito. E fa infezione, con tanto schifosissimo pus, e più cresce peggio è.
Tipo in questo post, JohnnyHead, dici cose che mi piacciono molto, ed è un post molto più bello della gran parte dei tuoi post. Mi è veramente piaciuto tanto. Bravo. Ma adesso passiamo oltre.
Aprile 12, 2009 a 23:57
Non sono tanto sicura che questo sia il blog adatto a passare oltre e parlare di una storia…ma dato che non conosco l’arte della sintesi grafica, facciamo che ci provo qui.Chissà magari diventa quasi una chattatina….
Penso fondamentalmente a due cose.
La prima è che preferirei ricevere grinta e non passività e la seconda è che mi piacciono molto, di conseguenza due numeri, quelli che ho visto oggi.
Mi piacciono perchè odiando a morte lo scazzo, la noia, la prevedibilità, il medesimo disco, mi sono cimentata divinamente a far migrare percettività sinapsica verso il regno posteriore. gli ascetici lo chiamerebbero mistichezza, gli alchimisti un elisir, i romantici sentimento.
e che ne so.mi piace l’arte ma detesto i critici e quindi qualunque cosa sia attanaglia tenagliamente la mia curiosità.
Come vado? Ti gusta il mio rifiuto di vincolo classificabile. Sono un buon girasole?
Parliamone camaleonticamente, mai quanto l’esistenza.
Non mi hai delusa, perchè m’ero preparata allo smacco.Ero già oltre con la testa, quasi quanto il lapsus del parrino!!
Aprile 13, 2009 a 02:04
La critica dell’arte è una masturbazione prossemica di ciò che l’arte non è e i critici, inetti a fare gli artisti, vorrebbero fare. Il coito di un impotente arrapato.
Resta il fatto che il grido di chi senta violento su di sé lo scazzo è qualcosa di diverso: come un intrinseco e disperato tentativo di sentirsi utile, in un contesto in cui non lo è. L’umanità lo priva di ruolo, il sentimento, unico in ogni sua espressione, lo livella all’animalità brutale che ne è base. L’amore? E’ una forma molto banale e sfruttata di impulso di sopravvivenza bestiale. Lo vogliamo nobilitare, ma è solo fiato alle fauci: è questo e nient’altro.
Questo blog non può fare alti ascolti, perchè se li facesse si rinnegherebbe e se si rinnegasse non sarebbe più il blog in cui noi coinquilini scriviamo. E non scrivendoci,resterebbe un vuoto simulacro, morto e sepolto nell’inerzia della rete.