Me and myself
A parte rarissimi casi, i miei amici non capiscono un cazzo di fumetti. Io sì, parecchio. La cosa non mi dà particolarmente fastidio, ci ho fatto l’abitudine e comunque preferisco mille volte che apprezzino anche loro la fantascienza e il fantasy più mainstream piuttosto che i manga o i comics. Da un certo punto di vista è meno nerd… Fosse il contrario sarei ancora più chiuso di quanto già non sono e questo sarebbe malissimo.
Ogni tanto, circa un paio di volte l’anno, però questa situazione mi dispiace e quindi mi metto alla ricerca di persone con cui parlare di fumetti. Sempre ottenuto risultati disastrosi, perché i forum sono fondamentalmente frequentati da animali. La mia capacità di analisi, sia letteraria sia commerciale, va via alla loro mille volte e, nella maggioranza dei casi, bisogna leggere pagine e pagine di post per trovare un solo commento intelligente. Questa regola, che bisogna leggere tanto per trovare poche perle, è sempre vera, ma bisogna porsi un rapporto ragionevole e accettabile una volta scesi sotto il quale si manda tutto e tutti a fanculo e si procede per la propria strada. Idem dicasi per i forum di arti marziali. Non parliamo poi delle mailing list perché quelle sono le tane dei fanatici. Morale della favola: le mie analisi arricchirebbero tremendamente le discussioni fumettare del panorama mondiale, peccato che non sarò mai stimolato abbastanza da creare un blog apposta dove metterne tante. Qui continueranno a essercene pochissime perché di più non lo sento a posto.
Mi accontenterò di sorridere sornione alle strepitose intuizioni che mi colgono leggendo. Godendo del fatto che unico mi posso abbeverare a fonte di tanta acutezza (me) e anche assaporando quella punta di amarezza nella considerazione che tali, cosmiche, considerazioni moriranno con me. Come le arti di Jool Noret.
Vista la perfezione assoluta di tutto ciò, ho eccezionalmente disabilitato i commenti.