Unusual Disco

Ovvero le difficoltà di 2/3 di UF.

Sono con Coccis, il resto del mondo ci pacca per pioggia! Tentennando ci aggrappiamo a un filo di speranza che non vuole spezzarsi. Finiamo in un pub a ritritare i soliti discorsi mezzo trip mezzo seri. E’ male, lo sappiamo entrambi, nessuno lo dice.

Wagon’s sms 2300: Io penso andrò al Cacao. (NdA Il Cacao è una discoteca all’aperto nel cuore di un parco cittadino)
Wagon’s sms 0056: Ok sono dentro, è delirio. Se venite ditemi che ho tavolo su pista.

Alla fine andiamo, nessuno dei 2 deve svegliarsi presto e siamo in pesante credito con le discoteche. Entrati si consuma il dramma. SIAMO SENZA TAVOLO! Da anni ci siamo abituati ad avere sempre tavoli in posti fighi con fiumi di alcool e ora mi sembra di essere un senzatetto. Vaghiamo disperati per il posto cercando la merda umana che non dice DOVE cazzo è il suo tavolo. Siamo sporchi, non possiamo farci scorgere da nessuno al momento. Prendiamo da bere timbrando la tessera e nessuno mi dà un card omaggio. Non funziona, sto per collassare. Ci nascondiamo dalle beccaccine. Tipe più o meno sfighe conosciute in modo assurdo che normalmente ignoro con grande eleganza e ampi sorrisi. Siamo ora davanti alla consolle. Risate sconnesse e voglia di morire. Essere fuori dal mondo nel tuo mondo.

Poi recuperiamo il Wagon (parecchio ubriaco) e come ci ricomponiamo con l’entità tavolo la serata vagamente si ricompone. Il tavolo non è su pista, ma in pista. Va bene lo stesso. Improvvisamente un posto prima ostile cambia faccia. Ci era ostile e la gente anche perché poteva sentire la nostra impurità, ora invece ci accoglie. Incominciamo a incontrare amici e amiche (e una sorella) che prima ci osservavano dall’alto giustamente schifati di noi, mischiati ai tarri. Poi, appena siamo riusciti a liberarci del nostro peso interiore e schifo esteriore, ci hanno riaccolti nei posti nostri per diritto. Però è rimasto un vago sentore di male nell’aria.

For the forst time ever, i coinquilini di UF riescono ad andare in discoteca insieme non all’estero. E’ un evento e incomincio anche a divertirmi. Andiamo anche a concedere magnanimamente i nostri saluti alle beccaccine. Ora possiamo affrontarle senza il minimo pensiero. Finisce in modo strano: una tipa con cui finiamo a parlare non so perché che dice di cercare di capire cosa/come/perché siamo (qualcosa del genere, non ricordo troppo bene). Comunque l’ho messa velocemente in un trip in cui cercava la vera essenza dell’umanità. Poi ho cercato di comprenderla anch’io nella sua purezza. Riuscivo solo a immaginarla mentre mi succhiava l’uccello.

3 Risposte a “Unusual Disco”

  1. Spero che i 2 socci vogliano arricchire il racconto con proprie impressioni e aneddoti.

  2. Eccomi.
    Sono le 20.30, inizia un’altra serata uguale a tutte le precedenti e successive fino a metà luglio, ma un po’ peggio. C’è il passaggio di consegne di un club sfigatino, sono in una decina (ormai mi piace farmi stupire da numeri vertiginosi) e mi tocca star lì, fare un paio di discorsi, magnà a sbafo come sempre.
    Bevo, perchè è il modo migliore di superare queste cose.
    Bevo troppo, perchè verso le 23.30 arriva il proprietario del ristorante, che è mio amico e che secca insieme a me ed un altro una bottiglia di… boh, brandy? wiskey? porto? non lo so. Ma puzza di esagerazione.

    L’idea di risollevare un po’ la serata andando per la prima volta nell’anno al Cacao, un po’ c’è. Fa capolino alla fine degli antipasti, con il presidente del club e le sue tre amiche Grazia, Graziella e Grazialcazzo.

    I due coinquilini mi avevano scritto nel pomeriggio della loro intenzione di andarci.

    Poi mi hanno anche avvisato che era saltata. E’ un rito, credo, che il giovedì (quando sta disco fa serata) ad un certo punto prima dell’ora di inizio ci sia un po’ di pioggia. Per scoraggiare chi non è proprio convinto.

    Me ne infischio, tanto ho perso la cognizione del tempo, e guido fino a lì. Parcheggio a cazzo, ma vicino, entro e comincio a salutare un po’ qua e un po’ là. Compaiono bicchieri nelle mie mani, sempre. E sgancio anche 20 euro, non so per cosa, non so per chi, ma mi dicono che è “per una bottiglia” che in forma di bottiglia non vedrò mai, ma penso sia rimasta collegata, concettualmente, a tutti quei bicchieri che continuavano ad arrivarmi.

    Piacevole rivedere un sacco di persone lì, che di solito vedo fuori in contesto diverso. In realtà l’intenzione di prendersi una sbronza non c’è assolutamente, anzi, l’idea è: entro, bevo poco, sto poco, poi me ne vado.
    Non è andata esattamente così. Non so chi siano le beccaccine di cui parla JH, non sapevo JH e Coccis fossero esistiti, se non nel momento in cui sono entrati nel mio campo visivo.

    Dubito tornerò in discoteca in tempi brevi (cazzata… sabato sera discoteca in spiaggia vicino a La Spezia… ma lì è diverso).

    PS: per JH. La tipa finale era un cesso veramente bruttissimo… però figata essere riusciti ad andare in discoteca: come siamo giovani!

  3. Ahaha! Siamo giovani e siamo fighi!

    Sono tipe conosciute al mare l’estate scorsa e fanno più o meno tutte giuri con noi. Prob le conosci. Perdi nulla.

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