Earthquake 2.0

Ladies and Gentlemen,

sono di nuovo qui. La vita va avanti, dilaniata da un desiderio di potenza frustrato dall’inutilità quotidiana. Ogni giorno si sogna la Grande Guerra, fissando dalla finestra di un ufficio un nemico che non arriva, che non si può combattere, che non ti affronta. Questo post si comporrà di tre parti, come la Gallia descritta da Cesare:

- outing con lamentele annesse

- propositi per questo blog

- insulti per tutti voi.

 

Parte Uno.

Sto lavorando come un bastardo e godo. Godo di tutti i sondaggi che dicono che sotto i 30 anni nessuno trova lavoro, mentre io ne ho 4/5. E non ci sto dietro, e guadagno in proporzione a quel che faccio poco. Quello principale farebbe leccare le dita ai più, ma mi soffoca perché mi rinchiude in un ufficio. Ed è questo, ciò che ho capito: potrei essere l’amministratore delegato della General Electric e soffrirei, se fossi chiuso in un ufficio. E’ claustrofobia esistenziale: l’ufficio uccide ciò che dentro di te è ricerca, ti ingrigisce, ti rende fantozziano, ti umilia nella tua più intima essenza. L’outing di oggi insomma è un totale sbilanciamento: non ci sono più tanto i trip, e questo crea malessere, ma un lento spostarsi verso sogni di gloria. Ogni volta che si raggiunge un traguardo, i colori del successo sono molto più sbiaditi da come li si vedeva in prospettiva, ma non importa. Ogni vittoria ha il sapore della sconfitta, perché sono battaglie prive di eroismo. Omologazione alla banalità, ecco cos’è.

Parte due.

Mi sono un po’ rotto il cazzo di questo blog. Perché ha la vitalità di un cadavere non ancora zombiezzato. Non posso pretendere che riviva, o ritorni ai fasti del malessere universitario, quando l’angoscia costante degli esami era il termine assoluto della disperazione. Oggi è pieno di quel silenzio che urla il nostro disagio, ma non si esprime più. Si esce, si va, ci si ubriaca, si vede gente, SI ARRIVA ALLA SERA CON LA VOGLIA DI DORMIRE e ci si deve alzare al mattino. In condizioni simili, nessuna forma di arte o espressione può avere accesso alla nostra mente. Potrebbe virare verso l’ancora più inutile, e accogliere MEME, foto buffe, giochini da impiegato come quelli che dilagano su Facebook, ma sarebbe ancora più merda. Meglio la non vita. Oppure potrei importare un nuovo cervello. Ah. Sì. I miei coinquilini sono distratti, son sempre fuori, e io mi porto un nuovo ospite in camera mia e non ci possono fare un cazzo, se non poi cazziarmi ad una riunione di condominio. VALUTERO’ il da farsi, ma intanto questo è un preavviso.

Parte tre.

Comunque voi tutti siete solo banalità, noia, retorica, vuoto. Mi sono rotto il cazzo di un mondo di lamentosi coglioni. Tutti terrorizzati dal conflitto, ingrigiti e viziati. Voglio i vostri soldi, il vostro cieco e stupido amore, voglio condurvi verso una distruzione che è l’unica cosa che meritate. E che al tempo stesso è l’unica catarsi che possa risvegliarvi prima di morire. La voglio anch’io, la pretendo.

Una Risposta to “Earthquake 2.0”

  1. E sì, ho pure cambiato l’header del sito, senza chiedere permesso a nessuno. Se non vi piace arrangiatevi, è volutamente hipster.

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