Post nuovi? Pochi ma buoni. Gran video, l’hit dell’estate. E siamo in novembre.
Post nuovi? Pochi ma buoni. Gran video, l’hit dell’estate. E siamo in novembre.
Già… Unusual perché non posto mai cazzi della mia vita privata su UF, ma stase mi sto annoiando talmente – e ho voglia di postare, pur essendo senza argomenti! – che contravverrò alla prima regola del blogger semi-anonimo: Non postare la tua vita reale.
Perché finché posto opinioni, idee, commenti etc etc come JH, sono a posto: è JH. E’ uno scudo rispetto alla vita reale e se qualcuno che mi conosce viene a rompermi le palle in real per cose che ho scritto, posso (1) negare di essere JH e (2) dire, che poi è anche vero, che JH è un personaggio. Con la mia scrittura, le mie idee e tutto, ma rimane pur sempre un personaggio. Nel momento in cui scrivo di fatti reali questo cade. Perché se qualcuno si incazza, non gliene frega niente dei punti 1 e 2: viene direttamente da me e mi incula. In pratica sto flirtando con l’abisso.
Aspetto un cazzo di sms da quella che mi piace, mentre a quella che mi viene dietro non ho nessuna voglia di scrivere. Baba dice che ho un cuore di pietra e sono arido. Probabilmente ha ragione. Dopo 5 anni di allenamenti 4-5 volte alla settimana sono diventato quasi bravo a fare aikido. Cambio? Ci ho già provato per andare a fare football. Mollo una cosa che mi viene bene e mi dà soddisfazioni per 2 motivi: (1) si tratta finalmente di uno sport di squadra e (2) si tratta di uno sport veramente figo. Ho però il sacro terrore di farmi male tanto e so che non avrò soddisfazioni atletiche. Sono ancora profondamente indeciso su cosa fare. Una tipa ha provato a farmi sentire in colpa per aver abbandonato la palestra. Non ha capito molto su come funziono… In realtà è bene che le aspettative delle altre persone su di me siano limitate. L’inculata è sempre dietro l’angolo. Come quella che ho appena tirato al mio team di regate… Avevo detto sarei andato ad allenarmi e partecipare al campionato invernale e probabilmente non farò né una cosa né l’altra. Ho accettato una proposta di Wagon e di fondare un club di fighetti/e. Dopo un’iniziale incertezza, la cosa è partita e mi sta ganzando. Mi sta ganzando esserne il capo in realtà. Si sa, penso che lo capisca chiunque, ma non vado in giro a dirlo ad alta voce. Qui posso.
UF è un figlio adorato, ma ha un gravissimo problema. Sta diventando troppo conosciuto dalla persone che ci conoscono in real. Scrivendo questo post già rischio abbastanza con una persona o due. E ce ne sono tantissime altre che invece proprio non posso rischiare. O riprendo con gli scleri Usual oppure dovrò aprire un altro blog ancora, questa volta però mettendomi d’accordo con i miei soci di mantenerlo veramente segreto. Non ho voglia di rileggere perché non è un bel post, quindi perdonatemi gli errori di ortografia, sintassi, lessico e brutture stilistiche in generale.
Ecco un trip lungo. E’ sta canzone dei Placebo, andatevela ad ascoltare su youtube. Tutto procede bene, da queste parti, ma c’è una violentissima folata di nulla che destruttura le speranze e svuota la facciata di grandeur. Siamo fottutamente attaccati al niente. Fa riflettere che i buonisti abbiano tutto sto gioco, che i falsi ce l’abbiano sempre vinta, che chi gioca sporco e si sente dalla parte del bene, alla fine, risulti dalla parte del bene. Io sto con i cattivi ed i peccatori, io sono Gesù Cristo.
It doesn’t hurt me.
You wanna feel how it feels?
You wanna know, know that it doesn’t hurt me?
You wanna hear about the deal I’m making?
You be running up that hill
You and me be running up that hill
And if I only could,
Make a deal with God,
And get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building.
If I only could, oh…
You don’t wanna hurt me,
But see how deep the bullet lies.
Unaware that I’m tearing you asunder.
There’s a thunder in our hearts, baby.
So much hate for the ones we love?
Tell me, we both matter, don’t we?
You, be running up that hill
You and me, be running up that hill
You and me won’t be unhappy.
And if I only could,
Make a deal with God,
And get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building,
If I only could, oh…
C’mon, baby, c’mon, c’mon, darling,
Let me steal this moment from you now.
C’mon, angel, c’mon, c’mon, darling,
Let’s exchange the experience, oh…’
And if I only could,
Make a deal with God,
And get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
With no problems
ieri notte, tardi, mentre guidavo mi è venuta voglia di scrivere un post. Volevo, ce l’avevo lì.
Ieri sera ho visto un tramonto spettacolare, arancione e dorato ma già buio e torbido di notte, nello specchietto retrovisore.
Il giorno del mio compleanno, GeoCities chiuderà.
2 su 3, qui su UsualFallout, siamo diventati addicted a Farmville.
E visto che non ho un tubo di cui parlare, e visto che c’è una sfida con Coccis che sto vincendo in corso… e visto che anche la mia ragazza ci gioca, e sto cominciando a parlarne anche in real fin TROPPO, posto ciò.
Si legge in giro che è un gioco che già in fase beta ha raggiunto la quarta posizione nella classifica delle application più giocate di facebook (per l’unica persona al mondo che non sa cosa sia facebook, se legge qua vuol dire che è ora lo sappia). E’ della Zynga, società che secondo me farà il botto, perchè il mondo dei videogiochi con la pirateria sta andando dal culo, ma di connessioni veloci ce ne sono sempre di più, di utenti facebook sempre di più… e quindi i videogames su social network sono il futuro.
Comunque, in poche parole: se non si cura l’estetica della fattoria è due palle di gioco. Ma ti costringe ad andarci ogni tot ore a raccogliere ciò che si è seminato, se no poi secca. Una metafora della vita, indiscutibilmente. Gli edifici in giro si dice servano a qualcosa, ma a me non sembra. Costano un botto e danno un po’ di xp.
In realtà mi sono già annoiato di scrivere sta roba, che non è una recensione e tantomeno una guida. So per certo che non ci sono cheat (tutti i trucchetti che potete immaginare, bug compresi, in realtà sono un’inculata perchè poi il gioco non li salva e quindi si perde solo tempo). Conviene piantare peperoncino/riso/zucche. Aspettiamo come il Messia le novità.
Bon, questa è la mia fattoria. Saluto il vicinato e faccio una pernacchia a Coccis, che invece di coltivare sarebbe meglio facesse un banner nuovo.


Ci sono dei periodi belli e dei periodi di merda. Di periodi belli, parlando per me, ne ho conosciuti pochi, perchè ho un carattere di merda e sono ambizioso, il che equivale a dire che anche quando le cose sembrano andar bene in realtà non si è mai soddisfatti. Perchè il bene è assolutamente relativo e se viene schiacciato dal “meglio” sembra male.
Comunque sia… Mi mancano due esami. Mi mancavano a fine giugno e continuano a mancarmi a fine luglio. Questo è male, soprattutto con una madre vedova che ti accoglie alle 3 del mattino quando torni dalla consueta uscita serale (sì, tutte le sere) assalendoti con le sue preoccupazioni sul mantenimento, sul fatto che non ci sono più soldi, e che ti devi laureare per farti la tua vita. Che poi non è vincere al superenalotto, quando avrò il pezzo di carta ci sarà la questione, irrisoria, “LAVORO”.
Dettagli. Tu vorresti solo andare su facebook a raccogliere le fragole di FarmVille, e ripiantare il tuo campo che funziona da Dio, quello sì, mentre in background pensi che se proprio tutto va a rotoli, nel Burger King di Rivoli hai letto quel foglietto con scritto “CERCASI PERSONALE”. La Svolta, possibile.
Problemi di ordine materiali poi ci sono a bizzeffe. Ti sei impelagato in un ginepraio di stronzi che vivono per criticare, e di base lo fanno pieni di soldi con un papà che sgancia un’auto dopo l’altra quando la si distrugge perchè ubriachi come delle mine. E di solito auto che costano 4 o 5 volte la mia. Ora, io non ce l’ho assolutamente con i figli di papà, anzi: sorrido solo per quelli di loro che sono arrampicatori. E ci si stupisce nello scoprire quanto le due categorie siano strettamente connesse.
Per fortuna ci siamo noi nobili decaduti che ce ne sbattiamo il cazzo e diamo lezioni di stile anche ai tombini, che tra l’altro stanno sul culo a tutti (le lezioni, non i tombini). Un po’ come un professore universitario che spieghi macroeconomia in una mensa per poveri, non invitato, e probabilmente parlando in italiano davanti ad un pubblico di senegalesi e magrebini.
That’s what I am. A parte questo, non sto più scrivendo un cazzo. Né qui, né sul mio moleskine, che ormai è fermo a chissà quando, né sui muri dei cessi pubblici. Non serve scrivere. In compenso penso e trippo come non mai, mentre mangio ed esco ogni sera. E poi vado anche a ballare, ogni tanto. Il rumore dei miei venti, solo arrivato un po’ in ritardo, visto che le colonne d’Ercole dei 30 sono lì e mi fissano fameliche. Poi all’improvviso ci sarà un figlio, una moglie, una casa, un lavoro, una vita, e morirò.
Questo post parla di Michael Jackson. Non me ne frega un cazzo che sia morto. Non mi sono compulsivamente messo ad ascoltare canzoni di Michael Jackson, nemmeno una! Sicuramente non sono andato a comprare suoi album. E ho in odio tutti quelli che hanno scritto qualche troiata su facebook per dire che ci mancherà, era il migliore, lo metteva in culo ai bambini e via dicendo. Però ho visto i funerali.
No! Non linciatemi! Non è stata colpa mia: mia sorella – che chiameremo provvisoriamente il Fuhrer – ha guardato tutta la menata e io ero al pc (che è molto vicino alla TV), per cui di riflesso me ne sono beccato un po’.
Tutti quelli che ho visto salire sul palco erano negri. Ci sarà stato anche qualche bianco magari prima o poi, o un giallo, non lo so, non ero attentissimo. Ma tutti quelli che ho visto io erano negri. Ma se ne erano accorti questi che quando Michael Jackson era ancora in vita gli facevano così tanto schifo da cancellare fisicamente ogni traccia di loro dal suo corpo?
Spero che siano andati lì a fare i buffoni in mondovisione per denaro, tanto. Se sono andati volendo rendere un sincero omaggio al morto sono dei coglioni perché non si sono mai accorti che lui ha sputato in faccia alla loro razza per tutta la vita. E allora mi fanno schifo. Se l’hanno fatto per soldi no. Hanno fatto benissimo in quel caso.